Thursday 31 may 2012
4
31
/05
/Mag
/2012
15:05
Che emozione vedere dal vivo la firma che il 4 giugno del 1706 san Luigi Maria de Montfort ha lasciato sul registro delle SS. Messe della chiesa di san Biagio della Pagnotta, oggi custodito
presso la Biblioteca Vaticana. La si intravvede sulla pagina di sinistra, scendendo dall'alto fino all'ottava riga, lì dove la macchia dell'inchiostro copre proprio il nome: Louis! È una
testimonianza diretta del pellegrinaggio che dalla Francia ha portato san Luigi Maria a Roma, dal Papa Clemente XI, incontrato poi il 6 giugno 1706.
Una bella emozione e un'occasione per fare memoria delle ragioni di quel pellegrinaggio. Avviene in un periodo particolarmente difficile della vita di san Luigi Maria. Dopo diversi scacchi subiti
all’ospedale generale di Poitiers, egli si è lanciato nelle missioni parrocchiali. Tutto sembra procedere per il meglio… Ma è allora che l’interdetto episcopale, il primo di una lunga lista,
arriva a colpirlo. Questo nuovo smacco apostolico lo getta nell’incertezza. Vedendo tanta opposizione al suo ministero in Francia, egli si chiede se non debba cercare altrove una messe più
abbondante e più sicura. Incerto sulle sue vie, egli si reca dal Papa, per conoscere la volontà di Dio.
Il suo viaggio si compie sotto il segno dell’abbandono alla Provvidenza. Avvicinandosi alla Città eterna, si dice che meditava sul modo con cui l’Apostolo san Pietro vi era entrato: senza denaro,
senza amici, con un bastone in mano e con la povertà di un Dio crocifisso come ogni suo bene.
Ai piedi del Papa Clemente XI, il Padre di Montfort si offre per andare dove a lui piacerà inviarlo, fino nell’Oriente lontano, fino alle Indie… Paradossalmente, il Papa lo rimanda proprio in
quella Francia che egli voleva abbandonare a causa dei suoi ripetuti insuccessi, delle sue difficoltà e degli interdetti… Il Papa gli chiede di lavorare sempre in perfetta sottomissione ai
Vescovi e lo rinvia come “Missionario Apostolico” a insegnare bene la dottrina cristiana alla gente e ai bambini e a ravvivare ovunque lo spirito del cristianesimo per mezzo della rinnovazione
delle promesse del battesimo.
Il Padre di Montfort lascia Roma con due “privilegi” molto singolari: un crocifisso d’avorio “indulgenziato” e l’autorizzazione a benedire le piccole croci di carta o di stoffa, con scritti i
nomi di Gesù e di Maria, da distribuire al termine delle missioni a coloro che avevano ascoltato le 33 prediche… Egli riparte per la Francia con l’essenziale: Cristo, nei Misteri della sua
Incarnazione (il nome di Maria, le 33 prediche come i 33 anni della vita di Gesù) e della Redenzione (la Croce), nel dinamismo della Salvezza (l’indulgenza plenaria; la Vita più forte della
morte, la Grazia del perdono più forte del peccato).
Si può "leggere" tutto questo dietro una firma... anche se sottile nel tratto, quasi nascosta, che l'occhio individua con pazienza! Bello!
Commenti recenti